MISSION

Questo spazio vuole essere una piccola finestra sul mondo e una grande finestra su Villanova. Vi terremo aggiornati sulla situazione della politica locale ma soprattutto Vi intratterremo raccontando il paese attraverso la cultura, la musica, l'arte e il divertimento.

Troverete diverse sezioni sulla destra: il collegamento con BiddanoaTv, Wikipedia in sardo, il traduttore, un po' di musica con l'Ipod, Google map (così vi fate un giro in paese e nel mondo cliccandoci su), le previsioni del tempo, e a breve il sondaggino 'chi vincerà le elezioni comunali?, oltre alle sezioni youtube e lo slideshow con le foto del paese. Buon divertimento
Giovanni Piras

venerdì 25 giugno 2010

SOS FOGULONES DE SANTU PEDRU E PAULU













VILLANOVA MONTELEONE - lunedi 28 Giugno dalle ore 20 sino all'alba

Su vintotto de lampadas achiccamos
su fogulone, a s’imbucada
de via Balilla,(poi de s’Eden Green).
attoppae a mandigae sardina e attie
a buffae.Si cheries mandigae atteru
attiebonde,fogu già 'indàda.

Ai solstizi sono legate antichissime tradizioni, legate ai riti religiosi precedenti l’avvento della religione cristiana. Per il Solstizio d’Estate era comune festeggiare
accendendo fuochi ad indicare il passaggio da un periodo ad un altro, nel senso di Rinascita dell’Uomo.
Queste manifestazioni rituali segnavano soprattutto il legame dell’uomo con la natura e la loro continua comunione che si esaltava in diversi tipi di avvenimenti, con riti semplici e naturali, propri delle società contadine e pastorali.
L’Acqua e il Fuoco sono per antonomasia i simboli solstiziali e si ritrovano in numerose feste popolari.
Tali fuochi sono stati interpretati anche come festa in onore del Sole, manifestazione del divino nel suo massimo splendore solstiziale, che può scacciare demoni e streghe e prevenire le malattie. E in occasione di questi fuochi, non era raro che in Sardegna si recitassero orazioni propiziatorie come quella che riporto parzialmente qua sotto, risalente probabilmente all'infausto periodo della dominazione spagnola (XV°-XVIII° secolo d.C.).

" Deu bos salvet donnu* Sole, in terras doradu sezzis exidu oe, in terras doradu sezzis essidu, a tale innanti meu l'azzis bidu, e calzadu e bestidu, e bestidu e calzadu, e bene adderettadu, adderettadu su juhu cun s'aradu, s'aradu cun su juhu cando intrat a su surcu, gasie l'adderettet su coro e-i sa mente, sa mente e-i su coro chi mi ch'enzat a domo...."
* donnu= contr. da dominu, signore.

Accudide tottu a brincare su fogu!

4 commenti:

  1. Proteggere i raccolti: saltare tre volte le fiamme o correre in mezzo a due falò assicurava un raccolto abbondante.Spargere le ceneri nei campi preservava il raccolto dai parassiti. Far correre una ruota in fiamme attraverso i campi o i vigneti li fertilizzava.

    Aumentare la fertilità delle donne e agevolare la formazione delle coppie: giovani dei due sessi ballavano attorno al fuoco portando corone di artemisia e di verbena. Le ragazze lanciavano corone di fiori attraverso il falò, gli innamorati dovevano prenderle. Poi ogni coppia si prendeva per mano e saltava per tre volte attraverso le braci. Da come saltavano si prediceva se si sarebbero sposati presto o no.Passare attraverso il fuoco rendeva fertile una coppia senza figli, così come agevolava il parto.

    Proteggere gli animali domestici: il bestiame veniva fatto passare attraverso il fumo o le ceneri per immunizzarlo dalle malattie e dai malefici. Le ceneri poste nei nidi garantivano che le galline avrebbero fatto molte uova.

    Proteggere la salute dei contadini altare il falò preservava il contadino dal mal di reni . Bisognava però girare tre volte attorno al fuoco con un ramoscello di noce in mano.

    Proteggere la casa: il fuoco domestico veniva spento e poi riacceso con un tizzone del falò. Un tizzone spento veniva messo sul tetto della casa per proteggerla dal fulmine e dagli incendi.

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  2. Caro Gio, navigando alla ricerca del tempo perduto, spesso vengo a vedere cosa c'è di nuovo in Sardinja. Apprezzo quello che fate (tener viva la memoria senza voltar le spalle al presente)e leggo con gusto le piccole/grandi diverse opinioni di chi posta. Niente da eccepire sulle opinioni di chi scrive ma sarebbe utile(penso) iniziare a smantellare la vulgata che ci sia stata una "età dell'oro" in Sardinja, e che perciò in qualche modo una dominazione sia stata migliore di un'altra. Il termine "infausta" che hai usato per la dominazione spagnola, a mio parere dovresti levarlo, visto che tutte le dominazioni sono infauste. Altrimenti continuiamo a vivere in un tempo circolare che ci condanna a restare impantanati dal peso di una storia, quella Sarda, mai risolta neanche linguisticamente. Forse è il caso di prendere e fare nostro quello che di buono ci hanno lasciato i vari "conquistatori". Da molti anni vivo lontano dalla Sardinja, ho conosciuto quasi tutti i popoli europei e non ho mai trovato un popolo più diviso e frazionato del Sardo. Mi sto chiedendo da un po di tempo se questo non dipenda dalla nostra incapacità di accettare la realtà per quello che è, e cioè: proprio noi, che ci vantiamo di essere uno dei popoli più antichi e "intatti" della storia, siamo, invece, il frutto di innumerevoli contaminazioni extra sarde. Sarebbe bello poter intavolare una discussione in merito. Grazie per quello che fate.. Saluti. Carlo Galleri

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  4. La Sardegna a mio avviso ha un grosso potenziale in termini di risorse, e di forze sia fisiche che mentali... manca naturalmente l'iniziativa imprenditoriale vera e propria, la burocrazia è più accentuata di altrove, la gelosia e l'invidia, nei paesini soprattutto, è più viva che mai... però la cosa più sprezzante è il non credere in se stessi nelle proprie capacità la 'voglia' di provarci e rischiare, l'unirsi, il fare associazionismo, credere in un'idea e nella possibilità di poterla realizzare in Sardegna... sarai d'accordo con me nel dire:
    Pocos! locos y mal unidos...
    Ma son sicuro che qualcosa sta cambiando
    A presto.
    Giovanni Piras

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