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Giovanni Piras

giovedì 15 aprile 2010

Brigata Sassari, i ragazzi del 151º reggimento finalmente a casa

Conclusa dopo sei mesi la missione in Afghanistan per 60 militari rientrati con la bandiera di guerra decorata di tre medaglie d’oro. A Elmas l’abbraccio con le famiglie
di Luisa Satta
CAGLIARI. Gli abbracci, le lacrime, le carezze ai figli dopo 6 mesi e 12 giorni in missione. Poco dopo mezzanotte sono sbarcati a Elmas 60 militari del 151º Reggimento della Brigata Sassari, con il comandante, colonnello Sossio Andreottola e la bandiera di guerra decorata di tre medaglie d’oro. Per ultimi i militari hanno lasciato il teatro della missione Isaf in Afghanistan, dove il 151º aveva le responsabilità della Task Force North del Regional Command West di Isaf. Tra qualche giorno è atteso il rientro da Herat dei sassarini del 152º reggimento.

In aeroporto ad accogliere i soldati c’erano mogli, fidanzate, genitori e figli. E a rendere onore a loro e alla bandiera c’erano il presidente Ugo Cappellacci, l’assessore all’Industria Sandro Angioni, il sindaco di Cagliari Emilio Floris, il generale Sandro Santroni e l’ammiraglio Gerard Tarricone, massime autorità militari dell’isola. La missione non è stata semplice. A gennaio i Sassarini sono stati impegnati per più di 72 ore nei combattimenti nella base avanzata di Bala Murghab.

L’impegno dei soldati del 151º, come ha ricordato il colonnello Andreottola parlando con Cappellacci (che il 23 dicembre scorso aveva incontrato la Brigata Sassari a Herat) è valso a rendere più sicura l’area occidentale della provincia di Herat e ad accrescere la fiducia della popolazione nei confronti del Governo della Repubblica islamica dell’Afghanistan (Giroa) e delle forze di Isaf. Per il 151º reggimento si è trattato del secondo impegno in Afghanistan in due anni. Tra una settimana, intanto, è atteso il rientro dei ragazzi del 152º, che ha sede a Sassari. Anche loro da sei mesi sono impegnati in Afghanistan nella missione di «peacekeeping»: un periodo duro, durante il quale i «dimonios» hanno dovuto affrontare i frequenti attacchi dei talebani. Tra qualche giorno cederanno il posto di comando al Reggimento alpini.
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