domenica 29 agosto 2010
venerdì 25 giugno 2010
SOS FOGULONES DE SANTU PEDRU E PAULU
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giopir
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15:54

VILLANOVA MONTELEONE - lunedi 28 Giugno dalle ore 20 sino all'alba
Su vintotto de lampadas achiccamos
su fogulone, a s’imbucada
de via Balilla,(poi de s’Eden Green).
attoppae a mandigae sardina e attie
a buffae.Si cheries mandigae atteru
attiebonde,fogu già 'indàda.
Ai solstizi sono legate antichissime tradizioni, legate ai riti religiosi precedenti l’avvento della religione cristiana. Per il Solstizio d’Estate era comune festeggiare
accendendo fuochi ad indicare il passaggio da un periodo ad un altro, nel senso di Rinascita dell’Uomo.
Queste manifestazioni rituali segnavano soprattutto il legame dell’uomo con la natura e la loro continua comunione che si esaltava in diversi tipi di avvenimenti, con riti semplici e naturali, propri delle società contadine e pastorali.
L’Acqua e il Fuoco sono per antonomasia i simboli solstiziali e si ritrovano in numerose feste popolari.
Tali fuochi sono stati interpretati anche come festa in onore del Sole, manifestazione del divino nel suo massimo splendore solstiziale, che può scacciare demoni e streghe e prevenire le malattie. E in occasione di questi fuochi, non era raro che in Sardegna si recitassero orazioni propiziatorie come quella che riporto parzialmente qua sotto, risalente probabilmente all'infausto periodo della dominazione spagnola (XV°-XVIII° secolo d.C.).
" Deu bos salvet donnu* Sole, in terras doradu sezzis exidu oe, in terras doradu sezzis essidu, a tale innanti meu l'azzis bidu, e calzadu e bestidu, e bestidu e calzadu, e bene adderettadu, adderettadu su juhu cun s'aradu, s'aradu cun su juhu cando intrat a su surcu, gasie l'adderettet su coro e-i sa mente, sa mente e-i su coro chi mi ch'enzat a domo...."
* donnu= contr. da dominu, signore.
Accudide tottu a brincare su fogu!
martedì 15 giugno 2010
Il microcredito per il sostegno alle nuove imprese
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giopir
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15:57

Un mutuo da 5mila a 25mila euro a tasso 0 (zero) da rimborsare fino a 6 anni senza dover presentare garanzie. E' l'agevolazione che la Regione stà realizzando nell'ambito del Programma operativo europeo, Fondo sociale europeo, Asse III.
Un mutuo da 5mila a 25 mila euro a tasso 0 (zero) da rimborsare fino a 6 anni senza dover presentare garanzie.
E’ questa l’agevolazione che la Regione ha previsto di realizzare nell’ambito del Programma operativo regionale, Fondo sociale europeo 2007/2013.
L’iniziativa è rivolta sia a soggetti che vogliano avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in Sardegna o realizzare un nuovo investimento nell’ambito di iniziative già avviate da non più di 36 mesi nel territorio regionale e che, per condizioni soggettive o oggettive, trovino difficoltà ad accedere ai canali tradizionali del credito.
In particolare l’iniziativa è rivolta a:
- donne;
- giovani entro i 40 anni;
- soggetti svantaggiati così come individuati dalla legge regionale n.16 del 1997 tra cui, a titolo esemplificativo i soggetti diversamente abili, migranti, ex detenuti, ex tossicodipendenti…..);
- soggetti a rischio di esclusione sociale (over 50, disoccupati o inoccupati, cassa integrati);
- famiglie monoparentali;
- coloro che non posseggano un diploma di scuola media superiore o professionale;
- nuovi imprenditori (inclusi i titolari di impresa da non più di 36 mesi all’atto di presentazione della domanda).
L’impresa destinataria potrà anche richiedere, a titolo completamente gratuito, un servizio di supporto ed assistenza che ha lo scopo di affiancare il singolo destinatario nella costituzione della propria iniziativa imprenditoriale o nell’avvio del progetto richiesto, allo scopo di migliorare la sostenibilità dell’iniziativa finanziata.
Le richieste possono essere presentate a partire dal 31 maggio 2010. La domanda va presentata in forma elettronica sul sito della Sfirs. Entro i 7 giorni successivi, i soggetti interessati, devono inviare la stampa della domanda presentata on line, e i documenti da allegare al seguente indirizzo:
Fondo Microcredito FSE
c/o SFIRS S.p.A.
Via Santa Margherita, 4 – 09124 Cagliari
per ulteriori info consultare i documenti e i procedimenti:
http://www.regione.sardegna.it/primopiano2010/1.html
giovedì 20 maggio 2010
Fondi per l'illuminazione pubblica, prorogata la conclusione delle opere
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giopir
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12:00
L'Assessorato della Difesa dell'ambiente ha ulteriormente prorogato al 30 novembre 2010 i termini per la conclusione delle opere nel campo del risparmio energetico e del contenimento dell'inquinamento luminoso, in considerazione delle numerose richieste presentate dagli enti beneficiari del cofinanziamento.
Entro il prossimo 30 giugno, gli enti locali dovranno comunicare al Servizio della Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi dell'Assessorato, lo stato di attuazione degli interventi e i tempi previsti per la conclusione, utilizzando l'apposito modello predisposto.
www.regionesardegna.it
Entro il prossimo 30 giugno, gli enti locali dovranno comunicare al Servizio della Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi dell'Assessorato, lo stato di attuazione degli interventi e i tempi previsti per la conclusione, utilizzando l'apposito modello predisposto.
www.regionesardegna.it
venerdì 14 maggio 2010
Elezioni, favori e debito pubblico.
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giopir
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11:37
Dalla metà degli anni 90 la politica italiana è caratterizzata dal costante aumento dell’astensione e dal costante svolgimento di votazioni (elezioni o referendum) e dalla tendenza delle elite politiche a interpretare le elezioni come continui “test politici”.
Quante volte siete stati “chiamati alle urne” negli ultimi 15 anni? Compresi i referendum, una ventina di volte.
Viviamo in una campagna elettorale permanente: politiche, amministrative regionali, amministrative provinciali, amministrative comunali, amministrative posticipate (come in Sardegna quest’anno), elezioni anticipate, referendum, elezioni europee.
Abbiamo votato nel 2006, quindi eravamo in campagna elettorale dal 2005, poi elezioni anticipate nel 2008, nel 2009 ci siamo occupati di prepararci per le amministrative del 2010 e fra un po’ bisognerà iniziare a preoccuparsi delle elezioni politiche del 2013, sempre che nel frattempo non spuntino altre amministrative, o non cada il governo.
Una continua, insistente campagna elettorale. Una insostenibile campagna elettorale.
Perché una continua campagna elettorale è insostenibile? Spesso, purtroppo l’anno prima delle elezioni sembra un “leggificio”, per l'improvvisa distribuzione di provvedimenti, opere, assunzioni e finanziamenti. Che cosa pensiamo di solito di fronte alle improvvise attenzioni dei politici? “Eh, si vede che ci sono le elezioni”… Controllando il numero delle leggi adottate dai governi regionali in periodo pre-elettorale, si può facilmente averne conferma: in media un aumento del 25% del numero dei provvedimenti, con punte del 200%.
A parte la realizzazione di atti dovuti e convenienti alla collettività e che invece si sarebbero dovuti intraprendere ben prima della scadenza elettorale, che tipo di provvedimenti sono quelli adottati a ridosso delle elezioni? Sono di solito la distribuzione di “favori” a persone o gruppi particolari, che non portano beneficio all’insieme dei cittadini, però spendendo soldi che sono di tutti i cittadini.
Tutto ciò ha conseguenze negative sulle finanze pubbliche locali e nazionali: non rimangono soldi per i servizi fondamentali, come scuola, sanità, politiche sociali, sostegno all’economia e intanto cresce il debito pubblico (su cui si paga un interesse).
Con il nostro “ceto politico” occupato in questa continua campagna elettorale, che programmazione, che logica di medio e lungo periodo ci si può aspettare? Se pure si rintraccia una certa coerenza nell’azione di governo, sia locale che nazionale, questa sindrome da continua campagna elettorale causa sprechi, favoritismi, mancanza di trasparenza, relazioni di tipo clientelare fra cittadini ed amministratori. E se molti cittadini votano in base a questa impropria distribuzione di prebende, come possono valutare l'effettiva efficacia e convenienza di un certo governo o amministrazione?
Qualcuno dice che questo sistema di concessione di “favori” sia la base della pace sociale in Italia: avremo pure bassi stipendi e alta tassazione, ma, chi più chi meno, abbiamo accesso a questo tipo di “integrazione del reddito”. Ragion per cui nessuno davvero protesta per questo stato di cose: chiediamo “piaceri” all’eletto di turno, votiamo per convenienza e scambio.
In questo modo si forma un circolo vizioso di cattivo uso delle risorse pubbliche, servizi pubblici inefficienti, bassi redditi che vanno investiti in parte in supplire alle mancanze dei servizi pubblici, quindi richiesta di nuovi “favori” ai politici di turno per integrare il basso reddito, nuovi sprechi, pochi soldi per i servizi pubblici ecc. ecc.
Inoltre, già da qualche anno l’Italia funziona in base a un deficit permanente, ossia, lo Stato fa tutto “a debito”. Un po’ come tutti gli Stati, bisogna dirlo. Comunque sia, e al netto di considerazioni sulla sostenibilità dell’attuale sistema finanziario internazionale, fare debiti e poi sprecare non è un comportamento sano.
Solo che non sprecare non vuol dire unicamente tagliare la spesa pubblica, ossia, come vediamo nel caso greco, tagliare lo stato sociale. Non sprecare significare prima di tutto utilizzare meglio le risorse a disposizione, creando valore aggiunto per tutti e sostenibilità.
Vuoi mettere la soddisfazione di non farti dire dal burocrate del Fondo Monetario Internazionale che devi tirare la cinghia, che ti tagliano lo stipendio, la pensione, le prestazioni sanitarie, i fondi alle scuole, ti aumentano l’IVA anche sul pane, la pasta, l’acqua, la carne e gli ortaggi e altri beni di prima necessità?
Ammetto che in Italia questo implicherebbe un profondo cambio di mentalità, sia dei cittadini, che dei politici, che di colore che lavorano nelle pubbliche amministrazioni, per creare una nuova maniera di bilanciare interessi privati e pubblici.
Non so esattamente quale sia la situazione villanovese riguardo questo tipo di “welfare sostitutivo”,ma candidati, sostenitori, cittadini e beneficiari di finanziamenti pubblici, dovrebbero cominciare a riflettere su come raggiungere una migliore gestione dei fondi pubblici (di ognuno di noi), per il beneficio di tutti. Un investimento pubblico, deve sempre creare qualche tipo di valore aggiunto per la collettività, deve essere un investimento per creare una migliore situazione socio-economica, non solo un modo di mantenere lo status quo. Qualcosa che permetta di nuotare, non solo galleggiare.
Alessandra Arru
Quante volte siete stati “chiamati alle urne” negli ultimi 15 anni? Compresi i referendum, una ventina di volte.
Viviamo in una campagna elettorale permanente: politiche, amministrative regionali, amministrative provinciali, amministrative comunali, amministrative posticipate (come in Sardegna quest’anno), elezioni anticipate, referendum, elezioni europee.
Abbiamo votato nel 2006, quindi eravamo in campagna elettorale dal 2005, poi elezioni anticipate nel 2008, nel 2009 ci siamo occupati di prepararci per le amministrative del 2010 e fra un po’ bisognerà iniziare a preoccuparsi delle elezioni politiche del 2013, sempre che nel frattempo non spuntino altre amministrative, o non cada il governo.
Una continua, insistente campagna elettorale. Una insostenibile campagna elettorale.
Perché una continua campagna elettorale è insostenibile? Spesso, purtroppo l’anno prima delle elezioni sembra un “leggificio”, per l'improvvisa distribuzione di provvedimenti, opere, assunzioni e finanziamenti. Che cosa pensiamo di solito di fronte alle improvvise attenzioni dei politici? “Eh, si vede che ci sono le elezioni”… Controllando il numero delle leggi adottate dai governi regionali in periodo pre-elettorale, si può facilmente averne conferma: in media un aumento del 25% del numero dei provvedimenti, con punte del 200%.
A parte la realizzazione di atti dovuti e convenienti alla collettività e che invece si sarebbero dovuti intraprendere ben prima della scadenza elettorale, che tipo di provvedimenti sono quelli adottati a ridosso delle elezioni? Sono di solito la distribuzione di “favori” a persone o gruppi particolari, che non portano beneficio all’insieme dei cittadini, però spendendo soldi che sono di tutti i cittadini.
Tutto ciò ha conseguenze negative sulle finanze pubbliche locali e nazionali: non rimangono soldi per i servizi fondamentali, come scuola, sanità, politiche sociali, sostegno all’economia e intanto cresce il debito pubblico (su cui si paga un interesse).
Con il nostro “ceto politico” occupato in questa continua campagna elettorale, che programmazione, che logica di medio e lungo periodo ci si può aspettare? Se pure si rintraccia una certa coerenza nell’azione di governo, sia locale che nazionale, questa sindrome da continua campagna elettorale causa sprechi, favoritismi, mancanza di trasparenza, relazioni di tipo clientelare fra cittadini ed amministratori. E se molti cittadini votano in base a questa impropria distribuzione di prebende, come possono valutare l'effettiva efficacia e convenienza di un certo governo o amministrazione?
Qualcuno dice che questo sistema di concessione di “favori” sia la base della pace sociale in Italia: avremo pure bassi stipendi e alta tassazione, ma, chi più chi meno, abbiamo accesso a questo tipo di “integrazione del reddito”. Ragion per cui nessuno davvero protesta per questo stato di cose: chiediamo “piaceri” all’eletto di turno, votiamo per convenienza e scambio.
In questo modo si forma un circolo vizioso di cattivo uso delle risorse pubbliche, servizi pubblici inefficienti, bassi redditi che vanno investiti in parte in supplire alle mancanze dei servizi pubblici, quindi richiesta di nuovi “favori” ai politici di turno per integrare il basso reddito, nuovi sprechi, pochi soldi per i servizi pubblici ecc. ecc.
Inoltre, già da qualche anno l’Italia funziona in base a un deficit permanente, ossia, lo Stato fa tutto “a debito”. Un po’ come tutti gli Stati, bisogna dirlo. Comunque sia, e al netto di considerazioni sulla sostenibilità dell’attuale sistema finanziario internazionale, fare debiti e poi sprecare non è un comportamento sano.
Solo che non sprecare non vuol dire unicamente tagliare la spesa pubblica, ossia, come vediamo nel caso greco, tagliare lo stato sociale. Non sprecare significare prima di tutto utilizzare meglio le risorse a disposizione, creando valore aggiunto per tutti e sostenibilità.
Vuoi mettere la soddisfazione di non farti dire dal burocrate del Fondo Monetario Internazionale che devi tirare la cinghia, che ti tagliano lo stipendio, la pensione, le prestazioni sanitarie, i fondi alle scuole, ti aumentano l’IVA anche sul pane, la pasta, l’acqua, la carne e gli ortaggi e altri beni di prima necessità?
Ammetto che in Italia questo implicherebbe un profondo cambio di mentalità, sia dei cittadini, che dei politici, che di colore che lavorano nelle pubbliche amministrazioni, per creare una nuova maniera di bilanciare interessi privati e pubblici.
Non so esattamente quale sia la situazione villanovese riguardo questo tipo di “welfare sostitutivo”,ma candidati, sostenitori, cittadini e beneficiari di finanziamenti pubblici, dovrebbero cominciare a riflettere su come raggiungere una migliore gestione dei fondi pubblici (di ognuno di noi), per il beneficio di tutti. Un investimento pubblico, deve sempre creare qualche tipo di valore aggiunto per la collettività, deve essere un investimento per creare una migliore situazione socio-economica, non solo un modo di mantenere lo status quo. Qualcosa che permetta di nuotare, non solo galleggiare.
Alessandra Arru
domenica 2 maggio 2010
Buche a Biddanoa
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giopir
alle
11:37
Strade dissestate e diserbanti chimici a Villanova Monteleone
Buche a Biddanoa from BiddanoaTv on Vimeo.
martedì 20 aprile 2010
Timbro digitale, prosegue opera semplificazione burocrazia
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giopir
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12:48
"Il timbro digitale - ha detto l'assessore Corona - rientra in un progetto ampio e ambizioso, che stiamo portando avanti sin dall’insediamento della Giunta regionale: il processo di informatizzazione, semplificazione e alleggerimento della burocrazia amministrativa”.
CAGLIARI, 15 APRILE 2010 - "Il timbro digitale rientra in un progetto ampio e ambizioso, che stiamo portando avanti sin dall’insediamento della Giunta regionale: il processo di informatizzazione, semplificazione e alleggerimento della burocrazia amministrativa”.
Con queste parole l’assessore degli Affari generali, Ketty Corona, ha suggellato la firma del protocollo d’intesa, tra il prefetto Giovanni Balsamo e il sindaco di Cagliari Emilio Floris, per la sperimentazione del timbro digitale che permette l’autenticazione delle certificazioni anagrafiche e di stato civile, la cui licenza è stata acquistata dalla Regione nel dicembre 2009. Pochi mesi dopo, quindi, il timbro digitale ha piena applicazione: viene offerto ai cittadini un servizio innovativo che consente di stampare da qualsiasi postazione internet certificati anagrafici e documenti con validità giuridico - legale evitando lunghe file agli sportelli pubblici.
Pertanto meno incombenze per i cittadini sardi e maggiore supporto agli enti locali, soprattutto ai comuni isolani meno popolosi. Cagliari sarà il primo a sperimentare questa rivoluzione, con relativo risparmio di tempo e denaro, che la Regione garantisce attraverso l’applicazione del timbro digitale, con effetti decisivi anche nell’opera di de–materializzazione dei documenti e degli archivi amministrativi. Per ricevere dalla Regione il timbro digitale hanno manifestato formalmente il loro interesse anche l’Ente Foreste, il comune di Sassari, quello di Tempio, la Provincia di Oristano e l’Università di Cagliari. “Abbiamo messo a disposizione la licenza del software – ha affermato l’Assessore Corona - di tutti i comuni sardi, delle province, dei centri di ricerca e delle Università. Attraverso il progetto “Comunas” sosterremo i comuni meno popolosi fornendo l’hardware necessario”.
ll timbro digitale è un codice grafico bidimensionale che contiene il documento informatico e la firma digitale. La sua applicazione mantiene inalterata nel processo di stampa la validità legale di un documento informatico firmato digitalmente, che può essere letto e decodificato tramite uno scanner e un apposito software. Permette inoltre l’emissione di un certificato via web con risparmi di tempo per i cittadini e di costi per il comune (è stato stimato un costo di circa 9 euro per un certificato emesso con modalità tradizionale, il solo comune di Cagliari ne produce in media 70mila all’anno). La prima tappa nell’acquisizione della licenza risale a novembre 2009, quando la Regione Sardegna ha firmato un protocollo d’intesa col Ministero dell’Interno sul collegamento INA - SAIA, che prevedeva esplicitamente la sperimentazione dell’emissione di certificati anagrafici e di stato civile con timbro digitale.
L’acquisizione della licenza è del dicembre successivo. Il 3 marzo di quest’anno, è invece arrivata la comunicazione della Regione con il contratto pubblico per licenza d’uso per il timbro digitale, per effetto del quale il comune di Cagliari sarà il primo di tanti comuni sardi, che seguiranno, ad attivare il sistema innovativo.
www.regionesardegna.it
venerdì 16 aprile 2010
L'Ente Foreste stabilizza 1.050 operai forestali
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giopir
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13:58
"Entro il mese di aprile saranno stabilizzati 798 operai dei cantieri forestali della Sardegna, mentre per altri 252 le procedure partiranno entro il 1 maggio". L'annuncio dell'assessore dell'Ambiente Uras. La stabilizzazione costerà circa 8 milioni di euro l'anno.
CAGLIARI, 14 APRILE 2010 - "Saranno stabilizzati entro il mese di Aprile 798 operai dei cantieri forestali della Sardegna, mentre per altri 252 le procedure partiranno entro il 1 maggio, completando un percorso avviato grazie alla decisione assunta dal Consiglio Regionale nell'ultima finanziaria, che consentirà di assumere a tempo indeterminato 1050 operai che fino ad oggi erano assunti con contratti stagionali". L'annuncio dell'assessore regionale dell'Ambiente, Giuliano Uras, che ha voluto sottolineare l’importante e fondamentale ruolo degli operai forestali nella pulizia dei boschi, nella campagna antincendio e, in alcuni casi, in operazioni di protezione civile.
La stabilizzazione costerà circa 8 milioni di euro l'anno. Il presidente dell'Ente Foreste, Salvatore Paolo Farina, ha voluto sottolineare come "nei territori presidiati dagli operai lo scorso anno è andato in fumo solo 1 ettaro, anche in un annata particolarmente difficile sul fronte degli incendi boschivi. Gli operai - ha concluso Farina - verranno inoltre impiegati sia nella prima tranche delle ippovie della Sardegna, sia per l'iniziativa Foreste Aperte che quest'anno prevede nove eventi, tre in più rispetto al 2009.
www.regionesardegna.it
giovedì 15 aprile 2010
Brigata Sassari, i ragazzi del 151º reggimento finalmente a casa
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giopir
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13:46
Conclusa dopo sei mesi la missione in Afghanistan per 60 militari rientrati con la bandiera di guerra decorata di tre medaglie d’oro. A Elmas l’abbraccio con le famiglie
di Luisa Satta
In aeroporto ad accogliere i soldati c’erano mogli, fidanzate, genitori e figli. E a rendere onore a loro e alla bandiera c’erano il presidente Ugo Cappellacci, l’assessore all’Industria Sandro Angioni, il sindaco di Cagliari Emilio Floris, il generale Sandro Santroni e l’ammiraglio Gerard Tarricone, massime autorità militari dell’isola. La missione non è stata semplice. A gennaio i Sassarini sono stati impegnati per più di 72 ore nei combattimenti nella base avanzata di Bala Murghab.
L’impegno dei soldati del 151º, come ha ricordato il colonnello Andreottola parlando con Cappellacci (che il 23 dicembre scorso aveva incontrato la Brigata Sassari a Herat) è valso a rendere più sicura l’area occidentale della provincia di Herat e ad accrescere la fiducia della popolazione nei confronti del Governo della Repubblica islamica dell’Afghanistan (Giroa) e delle forze di Isaf. Per il 151º reggimento si è trattato del secondo impegno in Afghanistan in due anni. Tra una settimana, intanto, è atteso il rientro dei ragazzi del 152º, che ha sede a Sassari. Anche loro da sei mesi sono impegnati in Afghanistan nella missione di «peacekeeping»: un periodo duro, durante il quale i «dimonios» hanno dovuto affrontare i frequenti attacchi dei talebani. Tra qualche giorno cederanno il posto di comando al Reggimento alpini.
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