
VILLANOVA MONTELEONE - lunedi 28 Giugno dalle ore 20 sino all'alba
Su vintotto de lampadas achiccamos
su fogulone, a s’imbucada
de via Balilla,(poi de s’Eden Green).
attoppae a mandigae sardina e attie
a buffae.Si cheries mandigae atteru
attiebonde,fogu già 'indàda.
Ai solstizi sono legate antichissime tradizioni, legate ai riti religiosi precedenti l’avvento della religione cristiana. Per il Solstizio d’Estate era comune festeggiare
accendendo fuochi ad indicare il passaggio da un periodo ad un altro, nel senso di Rinascita dell’Uomo.
Queste manifestazioni rituali segnavano soprattutto il legame dell’uomo con la natura e la loro continua comunione che si esaltava in diversi tipi di avvenimenti, con riti semplici e naturali, propri delle società contadine e pastorali.
L’Acqua e il Fuoco sono per antonomasia i simboli solstiziali e si ritrovano in numerose feste popolari.
Tali fuochi sono stati interpretati anche come festa in onore del Sole, manifestazione del divino nel suo massimo splendore solstiziale, che può scacciare demoni e streghe e prevenire le malattie. E in occasione di questi fuochi, non era raro che in Sardegna si recitassero orazioni propiziatorie come quella che riporto parzialmente qua sotto, risalente probabilmente all'infausto periodo della dominazione spagnola (XV°-XVIII° secolo d.C.).
" Deu bos salvet donnu* Sole, in terras doradu sezzis exidu oe, in terras doradu sezzis essidu, a tale innanti meu l'azzis bidu, e calzadu e bestidu, e bestidu e calzadu, e bene adderettadu, adderettadu su juhu cun s'aradu, s'aradu cun su juhu cando intrat a su surcu, gasie l'adderettet su coro e-i sa mente, sa mente e-i su coro chi mi ch'enzat a domo...."
* donnu= contr. da dominu, signore.
Accudide tottu a brincare su fogu!







